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RIMUSICAZIONI IN CIRCUITO

Questo spazio ha lo scopo di circuitare le opere che hanno concorso alle varie edizioni del Festival di Rimusicazioni affinché lo sforzo degli autori non si esaurisca nella mera competizione del concorso. I film qui indicati vengono messi a disposizione di quanti siano interessati alla proiezione dei film e all’eventuale organizzazione della musicazione live.
Gli autori e gli organizzatori interessati ad essere inseriti in questo spazio ci contattino ai seguenti recapiti:
e-mail: harlock@harlock.it

Ottobre

di S.Ejzenstejn, (URSS, 1928 – 94’)
rimusicazione: Harlock
musiche non originali con brani di CCCP e CSI
genere: punk, rock
formati: betacam, mini-dv, vhs

immagini d’impatto + musica d’impatto!

L’Uomo con la Macchina da Presa

di Dziga Vertov (URSS ,1929 – 67’)
rimusicato da Tiziano Popoli, Vincenzo Vasi (Vignola - Mo)
musiche originali
genere: ricerca
formati: dvd, betacam, mini-dv, vhs
possibilità di rimusicazione live!

lo stupendo film manifesto del movimento Kinokista
1° premio alla prima edizione del HK. rimusicazioni festival (1999)

Anémic Cinéma

Di Marcel Duchamp (F, 1926 – 5’)
Rimusicato da Massimo Carozzi (Bologna)
Musiche org con campionamenti di musiche di Marcel Duchamp
formati: betacam, mini-dv, vhs
possibilità di rimusicazione live!

rimusicazione vincitrice dell’edizione 2000

The Edison Trilogy

Dickinson experimental sound film (1895, 51”)
Chinese laundry (1894, 46”)
The execution of Mery, queen of scots (1895, 42”)
AAVV. (USA, 1895 – 5’.ca)
Rimusicato da Massimo Carozzi (Bologna)
Musiche org con campionamenti
formati: betacam, mini-dv, vhs
possibilità di rimusicazione live!

5’ di poesia, magia e stupore per 3 primigeni frammenti di cinema

Frate Sole

Di Mario Corsi (I, 1918 - 73’)
Rimusicato da Paolo Boggio (Vercelli)
Musiche orig. sacro contemporaneo
formati: 35mm, betacam, mini-dv, vhs
possibilità di rimusicazione live!

menzione speciale edizione 2000

Nosferatu

Di Friedrich Wilchelm Murnau (D, 1922 - 60')
Rimusicato da Emanuele Zottino (Bolzano)
Musiche orig. elettronica strumentale (classica e minimalista)
+ brani non orig.
formati: betacam, mini-dv, vhs

un grande classico horror: la magia del cinema e quella della musica

La Paission de Jeanne D’Arc

Di Carl Theodor Dreyer (F, 1928 - 90’)
Rimusicato da Nicola Lucini , Reactionary Trio (Brescia)
Musiche orig. Avanguardia
formati: 35mm, betacam, mini-dv, vhs
possibilità di rimusicazione live!

una fotografia stupenda esaltata dal recente restauro

Das Kabinett des Dr. Caligari

Di Robert Wiene (D, 1919- 64’.ca)
Rimusicato da Nicola Negrini (Budrio-Bo)
Musiche orig. trip hop, ambient
formati: betacam, mini-dv, vhs

una rimusicazione altamente sofisticata

 

Ottobre

di S.Ejzenstejn ( URSS, 1928 – ‘94)
rimusicazione: Harlock
musiche non originali con brani di CCCP e CSI
genere: punk, rock
formati: betacam, mini-dv, vhs

immagine

Immagini d’impatto + musica d’impatto!

INFO
Un atto d’amore per il cinema di Ejzenstejn e per la musica di Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni & compagni.
Rivitalizzare, attualizzandolo, un cinema che rischia d’essere dimenticato.
Un film da ascoltare ad alto volume!
Primo atto di una trilogia incompiuta che doveva prevedere la musicazione anche di Sciopero e de La Corazzata Potemkin, tentativo abortito o, almeno, rinviato data la mole di lavoro a cui abbiamo dovuto fare fronte. Circa 90 ore di montaggio passate ad ascoltare musica ed osservare immagini, in un continuo gioco ad incastri. Eppure, una volta tanto, siamo soddisfatti del risultato. Le aspettative non erano poi molte, e tanto ci ha regalato il caso. La musica dei CCCP e dei CSI è risultata la colonna sonora ideale dell'opera di Ejzenstejn quasi che il gruppo, quando componeva, avesse esattamente in mente le sequenze del film. Abbiamo sintetizzato due immaginari congruenti ma separati, immagini e musica, in un nuovo sogno. Qualcosa di più della semplice loro somma. Non una normale colonna sonora, ma una sintesi, una sorta di videoclip. Lasciare spazio alla musica ed alle parole dei brani che commentano o reinterpretano le immagini, a volte, conferendo epicità, altre ironia o, ancora, rischiando anche di stravolgere il senso del film, il suo naturale ritmo di montaggio. A nostro avviso questo pericolo andava corso, il gioco valeva la candela, perché il cinema muto corre un pericolo ben maggiore: essere per sempre dimenticato! Siamo consapevoli che oggi bisogna ricercare nuove forme di fruizione anche per film, come quelli russi, la cui velocità di montaggio solo oggi viene uguagliata dal cinema hollywoodiano:70 anni dopo (una vita di polpettoni americani)!

Sergej M. Ejzenstejn regista applaudito ma anche censurato in tutto il mondo. Regista scomodo, odiato od osannato, criticato per la retorica e la (presunta) pesantezza delle sue opere (celeberrimo il commento di Fantozzi: “ É un boiata pazzesca!”) ma stracitato ovunque nella storia del cinema, da critici e da registi o semplici direttori della fotografia. É difficile oggi presentare i suoi film in una rassegna né, tanto meno, farli passare nei palinsesti televisivi: un po’ colpa della crisi delle ideologie, o meglio, di quella comunista, e un po’ colpa dei canoni estetici imposti dal cinema hollywoodiano e dal fatto che il cinema muto non è più sopportato”. Eppure le sue opere travalicano l’ideologia a cui si ispiravano perché sono arte, e sono arte supportata da una tecnica cinematografia che ha fatto scuola: l’influenza delle teorie formaliste e costruttiviste si traduce nella formulazione del montaggio produttivo che si rifà al principio degli ideogrammi cinesi in cui l’accostamento di immagini diverse produce un concetto (la deificazione di Karenskij è ottenuta montandolo in alternativa con varie divinità) e in quella del montaggio delle attrazioni (operai colpiti a morte dalla polizia-bue squartato al mattatoio); abbiamo poi uno studio approfondito delle scene di massa (spesso le masse sono le vere protagoniste dei suoi film) ed una descrizione di personaggi indimenticabili; infine, una regia che si muove su due piani diversi e comunicanti, quello documentario e quello della rielaborazione simbolica del reale.
Quindi Eijzenstejn non solo regista della rivoluzione politica, ma anche di quella formale!

CCCP e CSI sono in realtà lo stesso gruppo: L’uno lo sviluppo dell’altro attraverso una storia che ha visto l’Unione Sovietica trasformarsi in Confederazione degli Stati Indipendenti. I CCCP- Fedeli alla linea- (questo il nome completo) rappresentavano quanto di più originale e provocatorio durante gli, anche musicalmente bui, anni ’80 in Italia. Si definivano gruppo punk filo-sovietico e giocavano molto con questa immagine ultra ideologica, politicizzata fino all’inverosimile. I CSI rappresentano quinti la fine delle ideologie ed il ripiegamento interiore. Si sono formati dopo la confluenza nel gruppo d’origine di elementi dei Litfiba fuoriusciti e sono, di li a poco, diventati assieme al gruppo fiorentino, la formazione più importante del contesto musicale italiano. Prima e dopo, testi e musiche , sono comunque stupendi.

 

L’Uomo con la Macchina da Presa

di Dziga Vertov (URSS ,1929 – 67’)
rimusicato da Tiziano Popoli, Vincenzo Vasi (Vignola - Mo)
musiche originali
genere: ricerca
formati: dvd, betacam, mini-dv, vhs
possibilità di rimusicazione live!

immagine

lo stupendo film manifesto del movimento Kinokista
1° premio alla prima edizione del HK.rimusicazioni festival (1999)

INFO
La colonna sonora elaborata da Popoli e Vasi non si limita all’attenta rimusicazione ma si addentra nella sonorizzazione. Gli autori dimostrano di avere una profonda conoscenza del testo filmico originario e questo ha permesso loro di sottolineare puntualmente gli snodi narrativi del film, portando il pubblico a meglio comprendere. Colonna sonora intelligente, professionale, ricca di pause, cali, silenzi, riprese piene di significati; colonna sonora magica e suggestiva: per fortuna, al suo interno, vi sono alti e bassi, altrimenti ci troveremmo dinnanzi ad un capolavoro.

affinità e divergenze fra il compagno Dziga Vertov e noi
nel conseguimento della maggiore età
Lunga vita a Dziga Vertov, l’uomo con la macchina da presa, padre fondatore del movimento dell’avanguardia kinokista: registrare la realtà nel suo farsi attraverso il cine-occhio!
Ci piace non solo per il suo sano radicalismo che tanto cozza con questa nostra era post-moderna, bolgia dell’indefinito, pregna solo delle esalazioni del mercato; ci piace per l’audacia sperimentale del suo lavoro, la centralità della macchina ed il formalismo delle sue immagini. Ci piace la scelta autoriale di un montaggio non certo invisibile quanto intrusivo, ossessivo, d’impatto. Ci piace perché il suo documento è chiaro, onesto: il mondo vive! Un antico video-clip privo di musica – purtroppo – dal grande ritmo interiore dove gli effetti speciali giustamente si sprecano per colpire, stupire ma anche per spiegare allegoricamente. Cos’altro è la sua opera se non un grande precursore di Koyaanisqatsi?
Questo è ciò che attualmente più ci interessa! Un linguaggio di libera espressione svincolato dalla rigidità della forma fiction ancora troppo legata alla semplice narrazione di una storia.
Divergenze? Il Compagno Dziga Vertov tende a dimenticare il sociale, il dolore degli uomini; manca il ripiegamento interiore.

Tiziano Popoli
Dopo studi musicali accademici ha composto musiche di scena per spettacoli teatrali, performances, video, istallazioni, sonorizzazioni audiovisive e colonne sonore cinematografiche collaborando, tra gli altri, con i musicisti Chris Cutler, Fred Frith, Tony Coe, Phil Minton, Lindsay Cooper, Lamin Kontè, Paolo Fresu, Enrico Rava, Glenn Ferris, Gianni Gebbia, Mauro Franceschi; con il gruppo teatrale Koinè, con Teatro Reon e Teatret La Luna; con i coreografi Paco Decina, Odile Cazes e Orazio Caiti; con gli attori Arturo Brachetti, Ugo Tognazzi, Giorgio Gaber; con i registi John Dexter, Guglielmo Ferro, Ugo Gregoretti, Gianni Zanasi, Lucilio Santoni e Fulvio Ianneo; con la videomaker Daria Menozzi e con il fotografo Olivo Barbieri.
Nel 1988, invitato ad esibirsi al festival Time Zones di Bari, dà vita al Popoli-Dal-pane Ensemble col quale pubblica 2 CD: Lezioni di anatomia e Serenate;
nel 1990, assieme a Massimo Simonini, forma il gruppo N.O.R.M.A. col quale ha sinora pubblicato 2 CD: N.O.R.M.A. e L'arpa e l'asino . Con queste formazioni partecipa a importanti festivals e rassegne esibendosi, tra l'altro, a Bologna, Roma, Salonicco, Belgrado, Novi Sad, Berlino, Rotterdam, Amsterdam e Londra.
Per il coreografo Paco Decina ha composto le musiche per la creazione Vestigia di un corpo (Rovereto, Festival Oriente Occidente 1991); per Odile Cazes ha scritto le musiche per Salutation d'un ami lointain ( Marsiglia 1992), Memoire des lombes (Toulon 1995), Sextuor (Marsiglia 1997), Et puis apres (Aix En Provence 1998); per la compagnia Tribe (cor. Lydie Nury) ha scritto le musiche del duo Demianes (Marsiglia,1997). Nell' ambito delle celebrazioni leopardiane e su commisione del Centro Regionale Danza (Aterballetto) e del Teatro di Iesi, ha composto le musiche per la coreografia Fuga naturale di Orazio Caiti, eseguite dall'Orchestra Filarmonica Marchigiana.
Ha composto le musiche per il film Nella mischia di Gianni Zanasi, (Festival di Cannes, sezione Quinzaine, '95) e per alcuni films muti tra cui La passione di Jeanne D'arc, Il Gabinetto del dottor Caligari, Nosferatu, Ottobre, The man with the camera.
Su commissione di RadioRai 3 Audiobox ha elaborato il radiodramma Il mistero dei tre su testi di Chris Cutler; Su commissione del Quartetto Borciani ha composto il quartetto d'archi La nave dei folli e, su commissione del Festival Angelica, il brano L'Indifferenza, per orchestra sinfonica.
Sue musiche sono state trasmesse dai canali radiofonici e televisivi della RAI, della Radio Svizzera, della televisione belga, spagnola, giapponese (NHK) e da Thames TV; ha ricevuto commissione di composizioni da Rai radio 1, Rai radio 3 e Radio Svizzera.

Vincenzo Vasi
Oltre che grande apprezzatore di manga giapponesi e raffinato conoscitore del cinema di fantascienza di serie B è uno dei più attivi e richiesti bassisti della scena "non accademica" emiliana. Attivo anche come cantante, vibrafonista e arrangiatore fa parte, tra l'altro, di Ella Guru, dell' Orchestra Spaziale di Giorgio Casadei, de Gli impossibili di Guglielmo Pagnozzi, del Trio magneto, di N.O.R.M.A. e di Shellvibes. Per questa sua frenetica attività, anche se si è dotato di cellulare, è molto difficile da rintracciare, ed ecco spiegato perchè il suo curriculum risulta così ridotto.
Collabora da tempo con T. Popoli (N.O.R.M.A) e fa parte dell'associazione culturale Basse sfere di Bologna.
(Curriculum redatto da T. P.)

curriculum dicembre 1999

 

The Edison Trilogy

Dickinson experimental sound film (1895, 51”)
Chinese laundry (1894, 46”)
The execution of Mery, queen of scots (1895, 42”)
AAVV. (USA, 1895 – 5’.ca)
Rimusicato da Massimo Carozzi (Bologna)
Musiche org con campionamenti
formati: betacam, mini-dv, vhs
possibilità di rimusicazione live!

immagine

5’ di poesia, magia e stupore per 3 primigeni frammenti di cinema

INFO
Carozzi, vincitore di HK.2 (edizione 2000 del festival di rimusicazoni) con la sonorizzazione del corto Anemic Cinema, propone 3 frammenti intrisi di intensa poesia dei primi lavori cinematografici del gruppo di Edison.

“Chinese Laudry: perché il tempo interno di questo filmato sembra irreale, sospeso? Perché non c’è corrispondenza fra la mai visione e quello della timeline di Premiere (50 secondi)? Ho cercato di fare in modo che il suono (che è sempre lineare, vettorialmente temporalizzato), lasciasse irrisolte queste domande. E poi, perché quelle maschere?
Dickinson Experimental Sound Movie: è il primo tentativo di applicare il suono alle immagini. Edison probabilmente sapeva che la sua invenzione non sarebbe stata perfetta finché i suoni non si fossero accompagnati alle immagini. Non c’è dato sapere quale musica il violinista stesse suonando per i due baffuti ballerini. Una polka? Una giga irlandese? Un tango? Sicuramente non la macabra canzoncina che ho sovrapposto a queste immagini sbiadite.
The Execution Of Mery, Queen Of Scots: questa crudele messa in scena è un tentativo di ricostruzione di un fatto storico che i primi sbigottiti spettatori dei ‘nickeodeon’ di Edison avevano potuto solo immaginare leggendo sui libri di storia. Il posticcio stacco di montaggio che separa la mannaia dal collo della regina rende la scena ancor più raccapricciante. È curioso che abbai trovato il suono dell’osso del collo che si spezza in un disco di un gruppo che si chiama “Ossatura”. “ (M.C)

Massimo Carozzi
(nato a Massa il 4 agosto 1967)
Massimo Carozzi preleva frammenti provenienti dal paesaggio sonoro che lo circonda (dalla sua famiglia, dalla strada, dai suoi amici musicisti, dalla sua collezione di dischi) per poi ricomporli in modo del tutto arbitrario.
Dal 1994 collabora con Starfuckers, per i quali cura la regia del suono dei concerti dal vivo. Dal 1998 cura la parte audio dei lavori della videomaker Anna de Manincor, con la quale realizza Skankrèr (adattamento da uno spettacolo de L’Impasto), da nero a nero e Some breaking (documentario sul fenomeno hip hop prodotto dal Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna).
Nel 1999, con lo scrittore Roberto Bui e l’attore Leonardo Mantovani realizza Séppukù, documento sonoro che sancisce la fine del progetto "Luther Blisset". Assieme a Gino dal Soler cura le sonorizzazioni della sala bianca del Link di Bologna durante le serate "kill out".
Dal marzo 2000 collabora con la compagnia teatrale MOTUS, per la quale realizza la scena sonora degli spettacoli Orpheus Glance e Visio Gloriosa.

 

La Paission de Jeanne D’Arc

Di Carl Theodor Dreyer (F, 1928 - 90’)
Rimusicato da Nicola Lucini , Reactionary Trio (Brescia)
Musiche orig. Avanguardia
formati: 35mm, betacam, mini-dv, vhs
possibilità di rimusicazione live!

immagine

una fotografia stupenda esaltata dal recente restauro

INFO
La rimusicazione del capolavoro di Dreyer del Reactionary Tio risulta particolarmente efficace nella sua dimensione live, anche se sembra verrà stampato un cd con questa colonna sonora. Improvvisazione ed avanguardia.

 

Frate Sole

Di Mario Corsi (I, 1918 - 73’)
Rimusicato da Paolo Boggio (Vercelli)
Musiche orig. sacro contemporaneo
formati: 35mm, betacam, mini-dv, vhs
possibilità di rimusicazione live!

immagine

menzione speciale edizione 2000

INFO
Il film viene segnalato dalla giuria all'attenzione del pubblico e della critica per gli eccezionali valori artistici dell'opera e per la straordinaria importanza dell'operazione di restauro promossa dalla Cineteca Italiana di Milano
Questo prezioso lavoro di recupero dell'unico positivo originale esistente, ci consente oggi di presentarvi un film che va apprezzato innanzitutto per la sorprendente capacità di sottrarsi alle facili tentazioni della retorica e dell'agiografia.
La vita del santo è mostrata per una successione di quadri che si rifanno chiaramente alla grande pittura del '3 e '400 italiano, e che di questo patrimonio ereditano non soltanto la ricchezza figurativa, ma anche l'immediata capacità di comunicazione.
Di non minore qualità ed impegno è il lavoro di rimusicazione delle immagini.
La colonna sonora del compositore Paolo Boggio si distingue per le altissime qualità formali e per la notevole complessità strutturale della partitura. La musica ha inoltre il merito di non sovrapporsi mai alla sobrietà del racconto e del linguaggio cinematografico ma, anzi, di esaltare l'impostazione asciutta e rigorosa della messa in scena.
In un periodo, come questo, di facili e superficiali celebrazioni di apostoli, santi e beati vari, siamo sicuri che il pubblico del festival apprezzerà la solenne semplicità delle immagini di Frate Sole.

 

Das Kabinett des Dr. Caligari

Di Robert Wiene (D, 1919- 64’.ca)
Rimusicato da Nicola Negrini (Budrio-Bo)
Musiche orig. trip hop, ambient
formati: betacam, mini-dv, vhs

immagine

una rimusicazione altamente sofisticata

INFO
Il film è quello originale della versione tedesca con tanto di cartelli “grafici”. Le musiche, tutte moderne, sottolineano la raffinatezza visiva dell’opera, vero prodotto d’avanguardia. La rimusicazione riesce, quindi, nell’intento di sottolineare l’audacia stilistica dell’opera originaria riportando all’attenzione di un pubblico anche non settoriale, nella fattispecie quello giovane, un’opera straordinaria e, paradossalmente, modernissima. Nel lavoro di nicola Negrini c’è poi anche spazio per momenti di riuscitissima semplice sonorizzazione. In conclusione: un emblema dello spirito e della filosofia del festival di Rimusicazioni.

 

Anémic Cinéma

Di Marcel Duchamp (F, 1926 – 5’)
Rimusicato da Massimo Carozzi (Bologna)
Musiche org con campionamenti di musiche di Marcel Duchamp
formati: betacam, mini-dv, vhs
possibilità di rimusicazione live!

immagine

Rimusicazione vincitrice dell’edizione 2000

INFO
La rimusicazione di Massimo Carozzi riesce a cogliere lo spirito giocoso, dada e surrealista del film di Duchamp, interpretandone lo spirito storico, ma nel contempo conferendogli una decisa nota di modernità.
L'invenzione sonora, prodotta dal mixaggio di campionamenti della voce di Duchamp e della musica per carillon (anch'essa dell'autore surrealista), crea un prodotto audiovisivo più ricco e stimolante della mera sommatoria di video e musica.

realta’ surreale...surreale realta’ (poetica surrealista)
Il surrealismo cinematografico nasce come sviluppo del dadaismo con la benedizione di Breton e degli altri artisti (pittori, scultori e scrittori soprattutto francesi) nel lasso di tempo che separa i due conflitti mondiali e per qualcuno, allora, è anche morto! In quegli anni le concezioni tradizionali relative ai rapporti tra l’uomo e il mondo sono profondamente sconvolti da una guerra passata ed un altra in preparazione. L’Umanità aveva subito , nel corso della sua storia, “due grandi offese al suo ingenuo amor proprio”: quella della fisica rinascimentale, che le ha insegnato che la Terra non è al centro dell’universo, ma solamente un insignificante particella; e quella del darwinismo che ha rivelato l’origine animale della natura umana. Ora la psicanalisi freudiana le assesta un terzo colpo, svelando all’uomo che non è nemmeno padrone di se stesso. Quello che il surrealismo proclama è l’onnipotenza dell’inconscio, il valore dell’esperienza della vita interiore, senza alcun controllo esterno, contro l’arida ed imbalsamata logica borghese. Il surrealismo si propone di considerare l’uomo nella sua integrità come un essere fatto di desideri, di sogni ed istinti, libero della corazza spessa di secoli di cultura borghese che impedisce la comunicazione diretta con il mondo: SOGNARE, AMARE E GODERE IL MERAVIGLIOSO! Nella sua aspirazione di distruggere la logica tradizionale, trovare la realtà assoluta, la “surrealtà”, e penetrare nell’ordine del meraviglioso, il surrealismo utilizza il metodo dell’automatismo psichico che permette una libera manifestazione dell’immaginario e dell’inconscio. Nelle espressioni oniriche come sogni, delirio, ipnosi, allucinazioni, ossessioni e follia vede una delle possibilità di superare i limiti dell’oggettività e della soggettività e di risolvere la loro antinomia in una direzione che sancisca il superamento della logica individualista. Si capisce da qui che la visione di un film surrealista non si esaurisce nella fruizione di una narrazione, ma è un esperienza sensitiva ed intellettiva più ampia e profonda. Si può dire che la cinematografia attuale che non ha intrapreso la via surrealista (non ancora almeno) abbia, in realtà, fatto un passo indietro rinunciando così a raggiungere lo stadio delle arti più antiche come la pittura, la scultura o la musica, quando non il teatro. È questa la denuncia fatta da un regista come Peter Greenaway che, tra l’altro, surrealista non si definisce ed, in effetti, non è mai stato.
Secondo quella che era un’idea di Engels anche per il surrealismo l’artista descrive i rapporti sociali autentici allo scopo di distruggere le idee convenzionali che si hanno su questi rapporti, mettere in crisi l’ottimismo del mondo borghese e costringere il pubblico a dubitare della perennità dell’ordine stabilito. Questo avviene attraverso la mutilazione dell’originario e del primigenio. Nei film del surrealismo registriamo una vera e propria ossessione per l’amputazione degli arti come dell’occhio, la più spaventosa, che sancisce l’eliminazione del punto di vista individualistico, barriera fra il mondo interiore e quello esteriore. Si ha poi la ricomposizione del reale mediante il collage. Una nuova identità viene così riproposta a prescindere dalla sua collocazione gerarchica primitiva. Gli oggetti vengono, insomma, ad essere grandi protagonisti del cinema surrealista e fra questi è il manichino che subisce una maggiore attenzione ai limiti del vero e proprio feticismo. Il manichino rappresenta, infatti, il punto di intersezione fra i due grandi temi del surrealismo: l’alienazione-cosificazione dell’uomo e la mutilazione: l’uomo mutilato del suo io si proietta in questa sua grottesca creatura!
Riassumendo: il movimento surrealista porta avanti la sovversione dell’ordine borghese costituito di struttura (economico-politica) e sovrastruttura (politico-culturale) attraverso la teoria politica marxiana e quella psicoanalitica freudiana che qui trovano il loro punto di incontro. Nell’arte le premesse si traducono nella ricerca dello sconvolgimento dei canoni stilistici, storicamente sedimentatesi, attraverso il gusto della provocazione ed il carattere onirico, ossessivo e simbolico della rappresentazione che stenta a proporre un intreccio lineare di eventi per favorire, invece, la tecnica del collage, trasposizione artistica dell’automatismo psichico.

Massimo Carozzi
(nato a Massa il 4 agosto 1967)
Massimo Carozzi preleva frammenti provenienti dal paesaggio sonoro che lo circonda (dalla sua famiglia, dalla strada, dai suoi amici musicisti, dalla sua collezione di dischi) per poi ricomporli in modo del tutto arbitrario.
Dal 1994 collabora con Starfuckers, per i quali cura la regia del suono dei concerti dal vivo. Dal 1998 cura la parte audio dei lavori della videomaker Anna de Manincor, con la quale realizza Skankrèr (adattamento da uno spettacolo de L’Impasto), da nero a nero e Some breaking (documentario sul fenomeno hip hop prodotto dal Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna).
Nel 1999, con lo scrittore Roberto Bui e l’attore Leonardo Mantovani realizza Séppukù, documento sonoro che sancisce la fine del progetto "Luther Blisset". Assieme a Gino dal Soler cura le sonorizzazioni della sala bianca del Link di Bologna durante le serate "kill out".
Dal marzo 2000 collabora con la compagnia teatrale MOTUS, per la quale realizza la scena sonora degli spettacoli Orpheus Glance e Visio Gloriosa.

 

Nosferatu

Di Friedrich Wilchelm Murnau (D, 1922 - 60')
Rimusicato da Emanuele Zottino (Bolzano)
Musiche orig. elettronica strumentale (classica e minimalista)
+ brani non orig.
formati: betacam, mini-dv, vhs

immagine

un grande classico horror: la magia del cinema e quella della musica

INFO
Terzo premio ed. 2000. La rimusicazione riesce con sobrietà ad introdurre lo spettatore nelle cupe atmosfere del film. Con attento dosaggio, musiche originali e non costruiscono una colonna sonora capace di coinvolgere gli spettatori. La sequenza della cena nel castello del conte ne è uno degli esempi migliori.
"Nosferatu. Una sinfonia del terrore. Un film lugubre, malsano, soffocante.
Con la rimusicazione ho voluto rispettarne le tinte scure, cercando di tenere più a lungo possibile un'atmosfera claustrofobica, quasi priva di vie di fuga.
Il tema principale, dedicato a Nosferatu, si presenta in varie forme, conservando sempre il suo carattere tetro e minaccioso e riservando un'apertura solo per il finale. Un tema secondario accompagna la figura di Nina ed il suo viaggio, tutto interiore, che la porterà al tragico sacrificio. Solo allora il tema troverà il suo drammatico e lirico sfogo. Altri brani, più brillanti e mossi, vestono le scene in cui l'azione è dominante.
Inoltre ho voluto rendere un piccolo omaggio ad un compositore che io amo moltissimo: Morton Feldman. La sua musica, densa di ombre, ci proietta in un mondo segreto e affascinante che non poco ha a che fare con gli scenari allucinanti di Murnau.
Nel complesso spero di essere riuscito a rendere quel senso di attrazione e repulsione che l'uomo ha sempre avuto, e continuerà ad avere, per il lato misterioso e nascosto dell' esistenza, per ciò che non conosce e non capisce, per ciò di cui ha paura."
Emanuele Zottino, 30 Ottobre 2000” (E.Z.)

Emanuele Zottino
Inizia con la chitarra classica a lezione da Mauro Franceschi, che gli insegna anche le basi per teoria e composizione,tutto in una prospettiva all'epoca non così di moda, seguendo Jan Garbarek, Ralph Towner e melodie rinascimentali. Nel frattempo suona la chitarra elettrica e il basso in gruppi punk, pop e rock. Clash, Smiths, CCCP sono dei costanti punti di riferimento. Poi le prime lezioni private di pianoforte, con Maria de Rensis, la quale gli contagia una forte passione per Bach, tuttora un musicista tra i più amati. Si interessa più avanti alle avanguardie del Novecento, prediligendo sicuramente un Bartok e uno Strawinsky a uno Schoenberg, ma sarà la musica americana di Cage e i minimalisti a colpirlo profondamente. A Bologna si iscrive al DAMS-Musica ed entra al conservatorio, dove studia composizione con Cesare Augusto Grandi, che spazia agilmente dal canto gregoriano a Ligeti. Intanto approfondisce le ricerche nel campo della minimal music, sulla quale tiene un
piccolo seminario a Bolzano.Attualmente studia composizione sperimentale al conservatorio di Bolzano con Heinrich Unterhofer e sta preparando la tesi universitaria sulle ultime opere di Morton Feldman.

Er beginnt mit Gitarrenunterricht bei Mauro Franceschi, der ihm auch die Grundbegriffe musikalischer Theorie und Komposition beibringt. Mit Franceschi folgt er den Richtlinien Jan Garbareks und Ralph Towners und studiert Renaissancemelodien. In der Zwischenzeit spielt er elektrische Gitarre und Bass in Punk, Pop und Rockgruppen. Clash, Smiths und CCCP werden zu fixen Beziehungspunkten. Es folgen die ersten privaten Klavierstunden bei Maria de Rensis. Sie ùbertragt ihm eine starke Leidenschaft für Bach. Er ist an der Musik des zwanzigsten Jahrhunderts interessiert und zieht sicherlich BartÚk und Strawinsky einem Schoenberg vor. Aber nur von der Musik des Amerikaners Cage und den Minimalisten wird er grundlegend beeinflusst. Er studiert in Bologna DAMS und schreibt sich am Konservatorium ein, wo sein Lehrer Cesare Augusto Grandi das Studium der Komposition vom gregorianischen Gesang bis zu Ligeti ausdehnt. Wahrenddessen vertieft er sein Wissen im Bereich der Minimal Music, worùber er ein kleines Seminar in Bozen abhalt. Er besucht den Kompositionskurs von Louis Andriessen in Siena. Derzeit studiert er Komposition am Konservatorium von Bozen mit Heinrich Unterhofer und bereitet seine Doktorarbeit ùber die letzten Werke Morton Feldmans vor.